Ieri e oggi

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Quando piccina saltavo la coda,
l’aria era pura e verde era il prato,
il fiore men bello sembrava un gioiello,
le api, le gemme, il canto dei grilli,
le rane, le primule gialle,
la luce, un pianto di bimbo,
era tutto un incanto.
Correvo felice e beata,
le gote arrossate, i capelli al vento,
la mamma diceva: “Ringrazia il Signore”
per quanto ti ha dato,
su gioca bambina, su corri saltella,
respira che dormi tranquilla stasera.
Il tempo è trascorso e madre son io
e guardo giocare i miei figli,
non c’è l’aria pura,
non c’è il prato verde, le api, le gemme,
il canto dei grilli! C’è solo l’asfalto, lo smog, la T.V.,
del clacson, il suono si sente quassù.
E’ una scatola chiusa la casa, la scuola,
ed è piena di insidie la strada che porta alla chiesa.
Ai bambini io dico:
venite tranquilli, in casa giocate, baccano non fate,
cantar non dovete con nota acuta,
accendete la luce, la finestra chiudete,
la porta non sbattete, togliete le scarpe
si sente di sotto, la radio abbassate,
per favore non gridate, su presto a letto andate.
Guardo i bambini dormire per niente tranquilli,
vedo i visini più bianchi del latte,
gli occhi cerchiati, le mani contratte,
la fronte di febbre bruciante.
Chiamo il dottore – Lui viene –
prescrive sciroppi e calmanti!
Il cuore di madre si strazia
e più non… ringrazia!