Presentation

La vicenda umana di Maria Anna Fischer Balestra senza dubbio una delle figure più rappresentative della contemporaneità nel campo della promozione culturale, non può in alcun modo essere scissa dal suo operato in ambito artistico, poiché la prima è stata precondizione del secondo così come quest’ultimo ha pervaso in maniera determinante il percorso di vita di una donna la quale, lungo il cammino della sua esistenza è giunta al raggiungimento di numerose vette dopo aver superato impervie e tortuose salite.
Volere descrivere il mondo di Marenzya, tale è il nome con cui si firma sin dagli albori della sua attività, sarebbe come cercare di quantificare l’istante (che per definizione “non sta”), dato che le opere da lei ideate possono essere accostate a dei macrocosmi a sè stanti nei quali però, risulta al tempo stesso individuabile una concezione olistica capace di operare un procedimento in cui le galassia, i pianeti, gli astri, i sistemi le costellazioni si palesano come lo “speculam” in larga scala di quello che è il microscopico universo subcellulare.
A tale concettualità tematica, che spesso si palesa come la metafora del vissuto apparentemente a ciascuno di noi (basti pensare a dipinti altamente evocativi come Parto universale, Oltre la nebbia, Pianeta oscuro, Galassia, Città astrale, Angelo giallo, L’abbraccio del mare, Molecola genetica). Marenzya accosta la scelta di tecniche miste tanto nel supporto operativo quanto nella resa materica (non disdegnando negli ultimi tempi il passaggio di alcuni lavori sui temi di seta bianca, nonché decorazioni di piatti e di capi di vestiario), sempre e comunque da una linfa estratta dall’ispirazione poetica, la quale c’e la addita alla medesima maniera anche come dispensatrice di sensazione reificate attraverso l’uso delle parole distillate in versi, come è rinvenibile nel libro “Pensieri del mio tempo”, edito nel 1979 ed aggiudicatosi il Premio “Città di Levanto”. Protagonista in numerose rassegne organizzatrice e membro di giuria in rinomati concorsi, animatrice culturale di eventi dall’ampio respiro, Marenzya ha incessantemente cercato di indirizzare le proprio doti, i propri meriti, nonché le sue non poche capacità, verso il proseguimento di una maggiore armonia fra gli esseri umani, prodigandosi con convinzione verso l’abbattimento di pregiudizi assiologici e di ogni tipo di divisione, ossia tendendo a quello che i filosofi chiamavano il perfettibile, ovvero ciò che perfetto non potrà essere mai, ma che certamente può essere perfezionato. Gli aspetti che un più vasto pubblico conosce di meno sono quelli riguardanti la vita, la genesi biografica ed artistica di una donna in grado di assommare attitudini creative unitamente ad altre di stampo valoriale, ambe due tassativamente scevre da ogni sorta di preconcetto. In occasione di una grande manifestazione svoltasi a Torino nel cui contesto è stata insignita del premio “creatività e sviluppo”, abbiamo avuto modo di trascorrere qualche ora con Marenzya che solitamente dimora in Liguria affiancata dal marito Vincenzo Balestra, tenente colonnello medico, già cattedratico universitario presso gli Atenei di Genova e di Bologna, insigne e stimato studioso, recensito nei suoi lavori anche dall’accademia delle scienze di Mosca, ed ancora attivo nella ricerca, nonché pittore e poeta anch’egli. Quindi, in principio di questa piacevole intervista nata per caso, è stato naturale domandarle quali fossero le sue origini, che tipo di giovinezza abbia vissuto e quale “imprinting” sia stato esercitato sulla propria fervorosa creatività.

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Profilo d’artista

Si dedica alle arti fin dalla fanciullezza, seguendo l’esempio del nonno Joseph Fischer, pittore ed incisore di Hatwan (Budapest), vissuto tra l’800 ed il 900… Opera sia nel campo pittorico che in quello ceramico e presta la sua attività ricercativa anche nel campo della sociologia…

In pittura segue prevalentemente, dopo le esperienze tradizionali e figurative, espressioni di allusività e di evocatività, accentuate dalle risultanze delle tecniche miste, senza tralasciare le conclusione ritrattistiche. In ceramica plasma la materia, modella le forme, decora gli oggetti, dipinge le cose.

Nel campo ritrattistico notevoli i ritratti, l’autoritratto in costume slavo, raffigurante “La figlia del vento”, ed altri.

Nella pittura religiosa accentuabili le opere, trattate con sincerità e purezza, collocate in varie Istituzioni.

Le doti artistiche di Maria Fischer, in arte Marenzya, sono state laureate recentemente nell’aula magna del Palazzo dei Congressi, in Roma, alla presenza dell’Eminentissimo Cardinale Paupini e del Ministro per l’Agricoltura e Foreste Natali, con la consegna del diploma di Accademico Tiberino…

Il suo nominativo è stato incluso nell’albo promozionale dell’Ente morale Accademia Ligustica di Belle Arti, sedente ed attiva dal 1751 nella sua città di elezione, capoluogo della Regione Ligure, su proposta di noti esperti ed esteti del settore delle arti figurative.

Sulla sua pittura, libera ed immaginativa, svincolata da temi e commissioni, tesa ad indagare e risolvere interrogativi attuali, un ristretto e selezionato gruppo di critici ha indugiato avanzando positive conclusioni. Fra questi il Migole, militante, senza pause e pentimenti…

(da Contributo artistico – Accademici de “i 500” – anni 1960-70)

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Critica

Maria Fischer (in arte Marenzya) è una pittrice impegnata nella ricerca di alcuni attuali problemi esistenziali con forme autonome di interpretazione pittorica che affondano la propria radice in simbologie quasi ancestrali che l’artista  riesce a proiettare sulla tela filtrandola attraverso una particolare visione.
Anche il problema ecologico, peraltro, nel suo aspetto più vivo e drammatico, fase critica la storia dell’umanità, interessa gran parte della recente produzione di quest’artista la quale è ben conscia che tale problema sono legate la sopravvivenza della vita organica e la stabilità medesima di quelle leggi naturali che regolano la terra.
In una suggestiva ed affascinante sequenza filmica l’osservatore a modo di registrare le indipendenze fra organismi ed ambiente grafico in un contesto di colori che rendono appieno la tematica trattata; colori mai epidermici ma intessuti e amalgamati da un soffio di Vitale speranza che anima la ricerca di Marenzya.
Una speranza ch’è poi fiducia che l’opera disgregatrice dell’uomo può e deve mutarsi in opera di rigenerazione, di “ricostruzione di quell’equilibrio naturale” secondo una morale della scienza ecologica che non può essere fine a se stessa ed alla quale l’artista arreca un proprio personale contributo.
Da sottolineare, ancora, che nella sua opera sia il fulcro cromatico che grafico è equilibrato da una visione aperta e sincera della realtà esterna, mai rotta da preziosismi di sorta o da facili abbandoni agli eclatanti clamori di tanta pittura d’oggi.

Gino Spinelli de’ Santelena

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…opera con bravura tecnica e mezzi moderni non del tutto tradizionali: il suo mondo è infinito e proprio per questo la pittrice può dar vita ad un cromatismo vario e vibrante, reso più morbido e delicato da soffuse tonalità.
E’ un mondo pittorico, quello di Marenzya, che mette rilievo una fantasia ricca di emozionanti richiami, una tecnica avanzata e interessante, una capacità di sintesi cromatica assai acuta…

(Il corriere del Pomeriggio, 12-06-1972)

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Marenzya lavora con l’aerografo ottenendo superfici sfumate e variegate sulle quali si possono scoprire cosmiche profondità…

(Il Secolo XIX, 10-06-1972)

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… l’artista, in un espressionismo d’introspettiva analisi, e nella felice allusività dei sui cicli evolutivi e, soprattutto, nella risonante luminosità del colore, è pervenuta, in psichica elaborazione, ad improvvisazioni in cui vibrano, come per incantesimo, gli oggetti di contemplazione, di meditazione, di comprensione.
I colori ideali delle sue gamme tonali, orchestrate sotto l’arco dei suoi cieli, sembrano risuonare di limpide armonie e veristiche, felici sensazioni.
I colori, in ritmo aire, svelano l’intensità dei sentimenti, in lirica tensione, di Marenzya, determinando, nelle opere: forma, contenuto, fantasia, anima e infinito amore…
“Oltre la nebbia”, d’immediata stesura, risuona, nel contenuto, quale invito alle creature, ad elevare l’occhio umano… “Oltre la nebbia”… alla visione ideale dell’Occhio Divino, per ravvivare, nella contemplazione, i sentimenti di fede, di carità e di amore…

Giacomo Migone

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Premi e riconoscimenti

  • Targa della Soc. Navigazione “Italia” alla 1° Estemporanea del Centro Storico 1971 – Genova
  • Medaglia d’oro al “Premio Grifone d’oro” 1971 – Genova
  • Secondo premio per la Tecniche Miste al concorso “Arte e religione” 1971 –  Genova
  • Medaglia 3° premio 2° Conc. di Pittura, Scultura e poesia “Olimpia” – MI
  • Medaglia aurea al Concorso “Premio Keramos” 1971 – Genova
  • Primo premio – Coppa Keramos – concorso “Il Mare” 1972 – Genova
  • Primo premio – Tecniche miste – Coppa “Keramos” – Concorso “Arte senza confini” 1972 – Genova
  • Medaglia d’oro dell’Az. Soggiorno Riviera del Conero – 14° Concorso pittura Estemporanea Riviera del Conero – Ancona
  • Medaglia d’oro IV Mostra Naz. Pittura “Comune di Viano” – Reggio Emilia
  • Medaglia d’oro  “3° Trofeo Canossa” – Ciano d’Enza – Reggio Emilia
  • Premio speciale de “A Compagna” al 2° concorso “Cavalleria, cavalieri e cavalli nell’arte” sotto patroc. Ass. Naz. Arma di Cavalleria – Sez S. Giorgio – Genova
  • Marengo d’argento “S. Dalì” – Premio Intern. Pittura Lago Maggiore organizzato dal comune di Lesa
  • 3° premio Med. di Bronzo Conc. Pittura, Scultura e Poesia “Olimpia” – MI
  • Medaglia aurea al “Premio Primavera” – Genova
  • Coppa “Pensiero ed Arte” – 1973 – Bari
  • Medaglia d’oro Azienda Autonoma Cura Soggiorno e Turismo “Riviera del Conero” – Numana (Ancona), 1973
  • 1° Premio medaglia d’oro Conc. Pittura e Scultura “Olimpia” – MI – 1973
  • Medaglia d’argento – Centro Italiano di cultura – Bari, 1973
  • 1° Premio “Trofeo Giano d’Oro” – Sangiano (Varese), 1973
  • Premio “Creatività e Sviluppo” dell’Associazione Italiana Cultura Sport, conseguito in seguito alla sua proficua attività artistica – Torino