Monthly Archives: agosto 2015

Fatica del vivere quotidiano

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Alla sera
dopo la lunga giornata
che di fatiche
incolla la veste addosso
e mista a sudore
forma colla
afferra e stringe
potente morsa
anima e corpo.
Le stanche membra
nel dolore unite
sonno invocano
per insieme a lui
dimenticar
del vivere
ogni tristezza.

Come pietra in equilibrio

16
Dammi la mano;
ti sarà più facile
evitare il salto
nel buio della notte.
Lo so che è muto il
dolore vero, è asciutto
come crosta screpolata,
è duro come acciaio temprato,
è stabile come pietra in equilibrio
è duraturo come il tempo all’infinito.
Non ti posso dire il mio dolore,
non ti posso dire le mie lacrime,
non ti posso dire la mia morte,
posso solo guardarti negli occhi
e porgerti la mano.

Ti prendo per mano

18

Il tuo Urlo lacerante
m’ha spezzato il cuore.
Non posso lasciar così
la tua sofferenza,
non voglio lenire
in modo sbagliato
la tua ferita,
non posso ascoltare
ancora parole di pianto,
voglio vederti sorridere sempre.
Possa il tuo cuscino esser fatto di gioia,
e al calar della notte
la quiete plachi la tua anima
e ad ogni spuntar del sole
al tuo respiro
ti prendo per mano.