Donna madre

per la grazia e la bellezza
sei nata
nelle tue mani
che carezze
dovrebbero donare
depositati sono
i valori della vita
nella genesi profonda
che oltrepassa il tempo
e vorticando indora
il mantello dell’esistere.
Esseri viventi
respirano tanta intesa
che Madre Natura ha
mescolato ha al dono
del primigenio AMORE.
Grande è il tuo compito
non apprezzato a volte
dall’ingrata gente
ma nella lode il canto
risuona supremo
nell’abbissale stato.
Donnasorella
donnaamica
donnasposa
donnacompagna
ma anzitutto DONNA MADRE.

Ed io non ho peccato


Non sono doni che la vita mi porge
sono spine conficcare nel cuore
Chiude l’umana fonte la frontiera
non ci saranno più né giorni lieti
né allegro banchettare di sorrisi
non ci saranno più raggi di sole
non ci saranno più onde novelle
non ci saranno più candidi fiocchi
di neve lucente e bianca
né argentei raggi di luna
non ci saranno più le zone d’ombra
s’è spento il mondo ed io non ho peccato!

Terra di Marche

54
Quanto son dolci ‘ste colline
e che gioia sento nel guardarle
un’emozione strana m’invade
e vorrei non passare sto momento.
Terra di Marche, Terra gioiosa
Benedetta e Feconda
ed io che piede poso su di te
mi sento viva!

Sul cemento non cresce il pane

50
Sul cemento non cresce pane,
ma di cemento è fatta la mia casa
anche l’ospedale è di cemento, così
pur la chiesa e la scuola son di cemento.
Domani di cemento sarà il cielo.
Manca il grano, manca l’erba,
manca il latte, ci sono tante
pillole artefatte, or gridiamo
tutti insieme Orrore… orrore
ma lo stesso da cemento
l’uomo muore!

Fratello (dedicata ad un medico)

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Lutto porti dentro
per morti non tue,
Hai inteso dialogar
tra loro luci ed ombre,
hai teso la mano
incrociando le dita
ad altre dita.
Hai dato il tuo cuore
ultimo atto di amore.

Inno d’amore

46
Amore
il velo della felicità
s’è steso pietoso
sul mio cuore.
Ho visto i tuoi occhi
di lacrime accesi
piegate le spalle
e come sbarra alla porta
le labbra serrate
trattenevano invano
l’urlo del cuore,
mentre in te traspariva
un inno d’Amore.

Mammina

44
– Mammina, sai io sono fortunata!
– Si?
– Si perché con te un’ora in più oggi ho passata.
Se tu sapessi mammina quanto son felice
t’ho quasi sempre guadata.
– Mammina!
– Si?
– Oggi non eri annoiata
e nemmeno nervosa, irosa od ansiosa
eri diversa, quasi gioiosa.
…Li facciamo i biscotti, mammina?
– Si? Be’, veramente sai, io non ricordo,
è tanto che non accendo il forno,
ed il tempo mi sfugge tra le dita.
Ma aspetta vediamo, che possiamo fare
per poterti accontentare.
– Mammina…
– Si?
– Lo facciamo un gioco?
– Un gioco?
– Si io e te, da soli, solo per una volta.
– Be’, sai, veramente, io non ricordo
io non so giocare.
– Non importa mamma
ti insegnerò, vieni, son pronta.
– Mammina?
– Si?
– Vogliamo uscire insieme, e tenendoci per mano
passegiar nel parco sino all’ora di cena?
– Ma veramente io… io avrei da lavorare,
non so proprio come fare,
– Mammina non ti preoccupare,
chiudi gli occhi e prendimi per mano
così, e non pensare, seguimi,
attenta… ora chiudi gli occhi… e pensa…
…ecco un gelato, mammina, è un’offerta mia!

Ieri e oggi

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Quando piccina saltavo la coda,
l’aria era pura e verde era il prato,
il fiore men bello sembrava un gioiello,
le api, le gemme, il canto dei grilli,
le rane, le primule gialle,
la luce, un pianto di bimbo,
era tutto un incanto.
Correvo felice e beata,
le gote arrossate, i capelli al vento,
la mamma diceva: “Ringrazia il Signore”
per quanto ti ha dato,
su gioca bambina, su corri saltella,
respira che dormi tranquilla stasera.
Il tempo è trascorso e madre son io
e guardo giocare i miei figli,
non c’è l’aria pura,
non c’è il prato verde, le api, le gemme,
il canto dei grilli! C’è solo l’asfalto, lo smog, la T.V.,
del clacson, il suono si sente quassù.
E’ una scatola chiusa la casa, la scuola,
ed è piena di insidie la strada che porta alla chiesa.
Ai bambini io dico:
venite tranquilli, in casa giocate, baccano non fate,
cantar non dovete con nota acuta,
accendete la luce, la finestra chiudete,
la porta non sbattete, togliete le scarpe
si sente di sotto, la radio abbassate,
per favore non gridate, su presto a letto andate.
Guardo i bambini dormire per niente tranquilli,
vedo i visini più bianchi del latte,
gli occhi cerchiati, le mani contratte,
la fronte di febbre bruciante.
Chiamo il dottore – Lui viene –
prescrive sciroppi e calmanti!
Il cuore di madre si strazia
e più non… ringrazia!

Verranno i giorni felici

38
Verranno i giorni felici
come sole dopo nebbia,
fioriranno le viole
che oggi sono del pensiero,
passeranno le colombe
della pace, che avranno
beccato a sazietà nel cuore.
Le rondini saran felici in cielo,
i nidi pieni dei doni d’amore,
i ciunguettii gioiosi si sentiranno
ripetuti ogni giorno a divenire.
Essi saranno, anoi legati per sempre.

Nessuno regala qualcosa

34
Fratello, compagno, amico,
ci sarà un modo giusto
per volerci bene,
ci deve essere; cerchiamolo.
Vorrei aprire gli occhi e trovarmi
il giorno senza sofferenza
senza croci o spine in fronte,
senza lacrime, bare, e candele.
Vorrei vederti sorridere
e porgermi la mano
come sposi il giorno della festa
come rondine al suo collaudo di volo,
come bambino che scopre il segno sulla carta.
Vuoi tu che impariamo insieme a volerci bene?
a camminar la vita lungo il suo sentiero,
con passo sicuro e tranquillo?
Vuoi per tuo padre un sonno senz’incubi?
Vuoi per tuo figlio una culla di gioia?
Nessuno regala qualcosa
se tu non lo chiedi se tu non lo vuoi!